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Gli articoli di Apertura 

di Silvano

Presentazione 2020

a cura di Silvano Papi

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Il CT La Signoretta ha festeggiato lo scorso anno il 40ennale. Il GTC presenta nel 2020 la 39ª edizione. La prima considerazione è che sto invecchiando, subito dopo mi viene in mente che ogni anno, nel periodo invernale, fatti allarmanti ci tengono con il fiato sospeso:

Il Corona virus fa 900 morti in Cina (a oggi 10 febbraio) a Whuan hanno esaurito le mascherine, in tutto il mondo vanno a ruba, un imprenditore italiano in pochi giorni ne ha prodotte alcuni milioni. 
L’anno scorso ci furono le alluvioni, 2 anni fa la siccità con le immagini del Po ridotto ai minimi termini. 
Già da 10 giorni, in questo pazzo febbraio, Le mimose sono fiorite e i produttori liguri le stanno tagliando per metterle in frigo nella speranza di festeggiare l’8 marzo. 
A fine 2015 l’attentato al Bataclan di Parigi.
Dicembre 2016 l’attentato, sempre di matrice isis, al mercatino di Berlino.
Gennaio 2017 Trump viene eletto Presidente degli USA.
Gennaio 2018 in Cina per la prima volta al mondo vengono clonati 2 primati (Macachi).

Sarebbe lungo e noioso elencare tutti i fatti dei 39 inverni trascorsi.

Il GTC è rimasto uguale, noi che lo abbiamo fondato siamo gli stessi, più della metà dello staff tecnico è insieme da almeno 15 anni e alcuni sono presenti dal primo anno, le cuoche hanno un’anzianità ancora maggiore. Non so cosa questo voglia dire, se è bene o male, per noi è una magia. 

Non vediamo l’ora che arrivi giugno e sentire le lamentele dei ragazzi per il cibo, per gli orari estremi di lavoro, per la mancanza di bibite gassate o per le minestre di verdura. Ci aspettano le rivoluzioni del lunedì o al massimo del martedì contro i nostri preparatori fisici capeggiati dall’inflessibile Jgor (si pronuncia Aigor). Ebbene si!  Tra noi e loro è una lotta continua, che nel giro di poche ore si trasforma in gioco 
Noi siamo per togliere e loro, tutti i ragazzi, per mettere.

Noi siamo convinti che il talento derivi dalla fatica e a volte dal dolore, loro ancora non lo sanno. 

 

Noi sappiamo che la felicità è qualcosa a cui tendere, il tentativo e la speranza di sfuggire all’incertezza che, comunque, è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine della felicità. Noi siamo convinti che una felicità “autentica e totale” rimane sempre e costantemente a una certa distanza: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso. 

Ma loro ancora non lo sanno. 

Sono profondamente convinti che con una connessione, lo smart phone, con il cibo facile e un paio di bibite possono tenere sotto controllo l’ansia e avvicinarsi “all’orizzonte”. 

Noi ci auguriamo che possano scoprire, grazie alle nuove esperienze di vita in comune, che maneggiare computer e cellulari, passando di media 7 ore al giorno di fronte allo schermo di vetro, non procura gioia; che controllare compulsivamente se ci sono messaggi, per avere qualche brandello di evidenza che da qualche parte qualcuno forse ci vuole o ha bisogno di noi, non aiuta a fronteggiare i momenti di solitudine.  

A me piace vederli il venerdì, durante la mitica festa del venerdì, ballare anche se non sono capaci, senza vergogne.

Mi piace vederli il giovedì in occasione del Big Tournament a scannarsi per due biscotti.

Mi piace vederli sistemare la sala con scopa e pezzette senza battere ciglio, o incazzati neri… però lo fanno.

Mi piace vederli andare via, fieri di loro, precedendo di qualche passo i genitori; soltanto pochi giorni prima erano entrati quasi di nascosto dietro loro.

In fine mi piace salutarli e fargli i complimenti e loro puntualmente e a volte aiutandosi con pollice, indice e medio: “Silvà l’anno prossimo 3 settimane!!!”

Buon Genazzano a tutti
Silvano

Genazzano, 10 febbraio 2020